Mafia, Musacchio: “L’Agenda Rossa di Paolo Borsellino ce l’hanno sia gli uomini dello Stato sia i boss mafiosi.
Sulla puntata di Report mi sarei aspettato obiettivamente molto di più. Va, tuttavia, detto con onestà che sentire parlare di trattativa Stato-Mafia sulla Rai è una novità da accogliere positivamente. Noi che siamo più avvezzi alla materia molte delle cose sentite le sapevamo già, ma molti italiani spero abbiamo potuto comprendere meglio cosa accadde in quegli anni bui. Un po’ di confusione c’è stata, tuttavia, ci sono alcuni punti fermi su cui riflettere a mente fresca. Primo punto da fissare bene nella memoria della Strage di via D’Amelio: Borsellino esce di casa e mette l’agenda rossa nella sua borsa (lo dice la moglie). La borsa sparisce e nessuno sa oggi dove sia quell’agenda rossa. Se l’hanno presa uomini dello Stato (come sembrerebbe da alcuni fotogrammi) e c’è stata una trattativa con la mafia (io credo ci sia stata) dell’agenda ci sono giocoforza più copie poiché del suo contenuto non potevano non essere a conoscenza coloro che hanno stipulato quell’accordo criminale ed eversivo. Non possiamo sapere chi ha l’originale e chi le copie ma è ovvio che sia esponenti della mafia sia uomini dello Stato deviati conoscono i contenuti dell’agenda rossa di Paolo Borsellino. Diversamente non avrebbe senso una trattativa senza garanzie e coperture per entrambi i contraenti. Secondo punto: le stragi non sono volute solo dalla mafia che ne è l’esecutrice ma non l’ideatrice e la mandante. Massoneria, pezzi di Stato deviati, terrorismo di destra hanno contribuito a realizzare gli attentati a Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. Terzo punto: dopo quelle stragi la lotta alla mafia si è fermata quasi come se lo Stato non volesse più combatterla abbandonando e isolando chi invece avrebbe voluto continuare l’opera iniziata da Chinnici e continuata da Falcone e Borsellino.

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